Generale Paracadutista Giuseppe (Peppino) Palumbo

  • Nascita: Napoli 22 Luglio 1915;
  • Morte: Roma 9 febbraio 2009;
  • Lanci all’attivo fino al marzo 2005: n° > 1000;
  • 2 medaglie di bronzo al valor militare, promozione al merito di guerra (restituite per protesta contro la decorazione d’argento al prof. Bentivegna autore dell’attentato di via Rasella a Roma durante l’occupazione Nazista e che costò la vita di 33 soldati altoatesini e provocò per reazione la strage di 330 italiani alle Fosse Ardeatine perché il Bentivegna non si presentò alle autorità tedesche;

palumbo1Motivazione: “Ardito combattente ed ardente patriota, improntava ogni azione individuale e di reparto con generosa dedizione, affrontando rischi e spingendo al di là di ogni limite, spirito di sacrificio ed elevato senso del dovere. Comandante di bande Dubat, in pericolosa e delicata situazione per il suo reparto effettuava azione rischiosa con pochi uomini e la conduceva brillantemente a termine sfidando e superando l’insidia. Esempio costante di sprezzo del pericolo e profondo attaccamento al dovere.
A. O. maggio-giugno 1941


palumbo2Motivazione: “Ufficiale di chiare virtù militari, non sopportò lo stato di prigionia attratto dal prepotente richiamo al dovere. Dopo successive evasioni compiute in drammatiche circostanze, ma fallite per l’attiva vigilanza dei detentori, riusciva affrontando gravi rischi personali a raggiungere il mare e dopo lunga perigliosa attraversata a nuoto, a salire su nave che trasportava connazionali coi quali ritornava in Patria. Esempio di indomita tenacia e perseverante coraggio”.
A. O. maggio 1942

 

  • 2 avanzamenti speciali per cicli operativi;
  • 1927 (a 12 anni) per far colpo su una ragazzina di cui era innamorato gira con il monopattino sul cornicione di un palazzo al 5° piano;
  • 1938 Africa Orientale Tre Croci al merito di Guerra e Decorazione di Cavaliere dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia;
  • 1941 Conquista la fortezza di Harrington Kenya in Africa con la soddisfazione di ammainare personalmente la bandiera inglese;
  • 1941-1942 Protagonista di ben 13 evasioni di cui 5 importanti;
  • 1948 Diventa paracadutista e successivamente viene assegnato in missione in Somalia;
  • 1952 Ritorna in Italia e viene assegnato al Centro Addestramento Paracadutisti che lui stesso fa cambiare in Scuola Militare di Paracadutismo;
  • 1960 Missione in Libano;
  • 1963 Invece di querelare per diffamazione un giornalista che aveva dichiarato su Paese Sera che i paracadutisti assumevano eccitanti per fare i lanci, lo va a trovare in albergo e nonostante un braccio ingessato per un lancio gli suonò un sonoro ceffone;
  • 1964 stabilì il primato militare di lancio contemporaneo ad apertura comandata di 14 persone dal C119 (soprannominata la banda del grappolo 7 a 7);
  • 2009 Ad oggi non è tra noi fisicamente, ma straordinariamente la sua presenza è palpabile e ci incoraggia con il timbro di voce che lo distingueva e che ancora ci echeggia nelle orecchie e con i fatti passati ai quali alcuni di noi hanno avuto l’onore di parteciparvi, per mantenere quei valori di unità e spirito di corpo che sempre hanno distinto la categoria a cui apparteniamo.

 

LETTERA ALLA “COMARA SECCA” di Giuseppe Palumbo

“In questi ultimi tempi, la “Comara Secca” ha fatto più volte capolino. Ha ragione, è stanca di aspettare. “Comara” ho detto: mettimi in lista di attesa! La Comara mi ha fissato con le sue occhiaie fetenti e vuote ed ha annuito, ed io, ho sentito il sinistro scricchiolio delle sue ossa sulla mia pelle ed ho rabbrividito.
Oramai, son divenuto un angolo di storia, tutti i miei amici, compagni di guerra e di avventure, sono andati in quell’angolo di cielo con i loro ideali teneramente stretti. Io, mi sono adattato ai tempi, ma, in fondo sono rimasto ancora quel ragazzo che per conquistare il cuore di una fanciulla, passeggiava con il monopattino sul cornicione di un palazzo al quinto piano sfidando la morte. Avevo 12 anni e, da allora, mi accorsi di avere nella vita una marcia in più.
Sono passati tanti anni, tante gioie, tanti onori, tante delusioni, tanti dolori ma, come una vecchia quercia, sono rimasto in piedi con l’entusiasmo di un tempo! Un cuore giovane in una vecchia carcassa che, però, rosicchia ancora i piaceri de
Gen. Palumbo alla Festa della Specialità Livorno 2008
Scusami, “Comara” sto divagando. Vedo che sei ancora presente e che stranamente mi sorridi scoprendo i tuoi denti gialli. Forse, già indovini quello che sto per chiederti:
Ebbene, se dovessi un giorno “rincoglionirmi” stringimi forte tra le tue braccia scarne fino a soffocarmi.
Ti prego, “Comara”, risparmiami…. il pannolone al culo!”
Peppino Palumbo
20 luglio 2007

Gen. Palumbo alla Festa della Specialità Livorno 2008
Gen. Palumbo alla Festa della Specialità Livorno 2008

4 pensieri su “Generale Paracadutista Giuseppe (Peppino) Palumbo

  1. Ricordo benissimo l’episodio del ceffone dato al giornalista, e fece benissimo a darglielo. Se solo vi fossero più Palumbo in circolazione.

  2. Uomo e soldato straordinario, Che niente chiese e tutto dette . ” Come Folgore da cielo, come Nembo di tempesta “

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